La 7ᵉ Conferenza nazionale sulla disabilità (CNH), presentata il 4 settembre 2026, ridefinisce il quadro delle politiche di inclusione in Francia per i prossimi tre anni. Con 16 impegni e 65 misure, il testo copre la scuola, l’occupazione, la salute, l’alloggio, il digitale e le pratiche amministrative. Una strategia nazionale e territoriale per l’accessibilità deve essere implementata nel periodo 2026-2029.
Sistema informativo nazionale delle MDPH: cosa cambia con l’armonizzazione prevista per il 2028
Le case dipartimentali delle persone disabili funzionano oggi con strumenti informatici eterogenei da un dipartimento all’altro. Un trasferimento può comportare una rottura dei diritti, poiché il fascicolo deve essere ricostituito dall’inizio presso la nuova MDPH.
La CNH 2026 prevede l’implementazione di un sistema informativo nazionale unificato delle MDPH a partire dal 2028. L’obiettivo dichiarato: consentire la portabilità dei diritti tra dipartimenti e ridurre i tempi di trattamento durante un cambio di residenza.
Parallelamente, un modulo semplificato è in fase di sperimentazione in cinque dipartimenti. Uno strumento di aiuto alla compilazione online, che integra una fase pilota con utilizzo dell’intelligenza artificiale, accompagna questa dematerializzazione. I feedback sul campo divergono su questo punto: la semplificazione digitale presuppone che gli utenti dispongano di un accesso a Internet stabile e di una minima familiarità con gli strumenti digitali, il che non è garantito per una parte del pubblico interessato.
Numerose associazioni e media specializzati seguono da vicino queste evoluzioni. Per rimanere informati sui progressi concreti in materia di inclusione, è possibile consultare il sito Les Coudes sur la Table, che tratta regolarmente di questi argomenti nel corso delle notizie.

Accesso alle cure e disabilità: referenti, consultazioni lunghe e dispositivi specializzati
L’accesso alle cure rimane uno degli angoli morti più documentati della gestione della disabilità in Francia. La CNH 2026 lo considera un cantiere specifico con diverse misure strutturanti.
Sono previsti referenti per la disabilità in ogni comunità professionale territoriale della salute. Il loro ruolo: coordinare l’accoglienza dei pazienti in situazione di disabilità e orientare verso i dispositivi adeguati.
Una consultazione lunga deve essere progressivamente instaurata. Essa mira a compensare il tempo supplementare necessario per esaminare, spiegare e accompagnare un paziente la cui disabilità complica il percorso di cura classico. I dispositivi “handi-consult” e “handi-blocs” per le cure specializzate saranno anch’essi sviluppati.
I dati disponibili non permettono ancora di misurare l’effetto reale di questi annunci sul campo. L’implementazione dei referenti dipenderà dai mezzi assegnati alle comunità di salute, e la consultazione lunga solleva la questione della sua valorizzazione finanziaria per i professionisti.
Reporting europeo di sostenibilità: la disabilità rimane negli standard nonostante la semplificazione
Le norme europee di reporting sostenibile (CSRD/ESRS) hanno subito una semplificazione normativa negli ultimi mesi. La questione della disabilità avrebbe potuto scomparire in questo processo di alleggerimento. Non è così.
Gli standard europei definitivi mantengono la disabilità nei quattro ambiti di reporting sociale: dipendenti, catena del valore, persone colpite e consumatori. Per le aziende soggette a questi obblighi, ciò significa che le politiche di inclusione della disabilità dovranno figurare nei loro rapporti di sostenibilità.
Il Forum europeo delle persone disabili ha avvertito del rischio di vedere diminuire i finanziamenti europei dedicati alla disabilità nel prossimo quadro di bilancio. Tuttavia, il mantenimento della disabilità negli standard di reporting costituisce un leva per le associazioni e gli attori dell’inclusione che desiderano interpellare le aziende sui loro impegni concreti.
Cosa implica per le aziende francesi
Le grandi aziende francesi già soggette all’obbligo di assunzione di lavoratori disabili (OETH) dovranno articolare il loro reporting CSR con queste nuove esigenze europee. La formazione dei team HR e CSR a questi standard diventa una questione operativa.
- Integrare gli indicatori disabilità nel rapporto di sostenibilità, inclusi per la catena del valore e i subappaltatori
- Formare i referenti disabilità in azienda alle esigenze del quadro ESRS
- Documentare le azioni concrete di inclusione (adattamenti di posto, reclutamento mirato, partenariati con il settore protetto)

Scuola inclusiva e accompagnamento: le opinioni del CNCPH sulle riforme in corso
Il Consiglio nazionale consultivo delle persone disabili (CNCPH), riunito in assemblea plenaria il 24 settembre 2026, ha reso due pareri sfavorevoli su proposte di riforma dell’accompagnamento dei bambini disabili. Uno di questi pareri riguarda direttamente la scuola inclusiva.
Questa posizione del CNCPH segnala un disaccordo tra le orientamenti governative e i rappresentanti delle persone interessate. Le famiglie e le associazioni attendono chiarimenti sulle conseguenze concrete di questi pareri per l’inizio dell’anno scolastico e il funzionamento degli stabilimenti e dei servizi socio-sanitari (ESMS).
Genitori caregiver in azienda: un tema che emerge
Durante il salone Inclusiv’Day, l’alto commissario per l’Infanzia Sarah El Haïry ha invitato le aziende a supportare meglio i dipendenti genitori di un bambino in situazione di disabilità. Il tema va oltre il quadro stretto del diritto del lavoro: tocca l’organizzazione del tempo, le assenze legate agli appuntamenti medici, il carico mentale e l’isolamento professionale di questi caregiver.
- Adattamento degli orari per gli appuntamenti medici e le pratiche amministrative presso la MDPH
- Implementazione di dispositivi di supporto psicologico o di gruppi di pari in azienda
- Informazione sistematica dei manager sui diritti dei dipendenti caregiver (congedo per caregiver, donazione di giorni di riposo)
Le misure della CNH 2026, le esigenze del reporting europeo e i pareri del CNCPH delineano un panorama in cui l’inclusione della disabilità diventa un tema trasversale, dalla salute all’azienda passando per l’istruzione. La traduzione concreta di questi impegni dipenderà in larga misura dalle decisioni di bilancio e dalla capacità degli attori locali di appropriarsene.



